ISTITUTO COMPRENSIVO DELLA VALLE DEI LAGHI

Scuola Primaria di Vezzano

Diario di classe quarta - anno scolastico 2011/2012

Diario

Gli acquedotti vezzanesi

Gli esperimenti

Le uscite

La presa di Fraveggio

Le prese di Vezzano

Il deposito di Lon

Il deposito di Fraveggio

Il deposito di Vezzano

Gli acquedotti presentati da altri bambini

Cos'è un acquedotto e quali sono gli acquedotti del nostro comune

di Gianluca, Alessia, Mirko


L'acquedotto potabile è un insieme di cose artificiali: la presa con all'interno la sorgente, le tubature, il deposito con all'interno un vascone e altre cose, il troppopieno, i tubi che portano l'acqua nelle case.

I maggiori lavori fatti ai nostri acquedotti sono stati svolti subito dopo la seconda guerra mondiale negli anni '50. La guerra aveva causato povertà e distruzione e le persone sono rimaste senza lavoro. Dopo la guerra si cominciò la ricostruzione delle opere pubbliche tra cui anche gli acquedotti, questa ricostruzione è stata facilitata da una legge di nome “legge Fanfani” con la finalità di realizzare opere pubbliche e dare lavoro ai disoccupati.

Con questa legge poterono costruire e sistemare gli acquedotti i paesi di Fraveggio, Lon, Ranzo, Margone e Vezzano perché la spesa la pagava lo stato.

Ma la storia dei nostri acquedotti comincia prima: Vezzano aveva costruito il suo primo acquedotto pubblico nel 1865, Ciago nel 1898. Pure S. Massenza non ha aspettato la legge e l'ha costruito nel 1939, perché l’acqua che arrivava alla fontana pubblica passava per i campi e si inquinava. A Ciago altri lavori cominciarono prima della legge perché metà soldi li dava la regione e il lavoro lo facevano gli abitanti, loro formarono un comitato di persone per l'acquisto di terreni per la costruzione del nuovo acquedotto usando la sorgente di Val.

Lon, Ranzo e Margone hanno aspettato la legge Fanfani. Anche Fraveggio l'ha costruito grazie a quella legge, forse perché aveva tanta acqua che non sentiva il bisogno di un acquedotto.

Ora nel comune di Vezzano ci sono cinque prese potabili funzionanti: due a Vezzano, due a Ciago e una a Fraveggio.

Per 100 metri vicino alle prese non deve esserci terreno coltivato o abitazioni ma terreno naturale.

La presa di Canal (sulla strada del Monte Gazza) a servizio di Margone è stata abbandonata perché nei periodi di siccità non era sufficiente per la popolazione e l’acqua era inquinata. Oggi Margone è alimentato (mediante l’uso di grosse pompe visto il dislivello di oltre 190 metri) attingendo dal deposito dell’acquedotto di Ranzo, ma l’acqua proviene dalle sorgenti di “Ceda” e “Ciclamino” sopra Molveno con una conduttura di 17 km fino a Ranzo ed altri 2,8 km fino a Margone. Il deposito di Ranzo contiene il doppio di acqua rispetto a quello di Vezzano; deve avere una maggiore riserva di acqua in caso di guasto alle tubature.

La presa di S. Massenza fu abbandonata a causa dei lavori della ditta che ha costruito la centrale idroelettrica, scavando nella montagna ha mosso le rocce tappando la sorgente. Da quel giorno a S. Massenza non arrivò più acqua. Giustamente gli abitanti di S. Massenza obbligarono quelli della ditta a portargli acqua da bere. La trovarono a Calavino dove c'è una grande sorgente con molta acqua che esce dal troppopieno e va nelle rogge. Loro attaccarono delle tubature e così portarono l'acqua a S. Massenza. Ancora oggi la prendono da Calavino. Dopo un sessantennio la sorgente che era stata rotta è tornata a sgorgare purtroppo molto più in basso (una ventina di metri sopra il cimitero) e sta creando non pochi guai sia per i proprietari delle campagne allagate che per il comune per allagamenti nel cimitero.

Alcuni depositi una volta avevano le finestre ma adesso le hanno sigillate perché si formava il muschio (umidità+luce=muschio).


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