ISTITUTO COMPRENSIVO DELLA VALLE DEI LAGHI

Scuola Primaria di Vezzano

Diario di classe terza - anno scolastico 2011/2012

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Uscita a S. Massenza: parliamo di olio e olive

Ho raccolto e organizzato per argomenti tutte le informazioni che avete ricordato e scritto nei vostri testi. Ora rileggi il tuo compito e evidenzia quelle che hai scritto tu.

ATTREZZATURA:

Gli attrezzi per raccogliere le olive sono un rastrellino chiamato pettine, una pinza, una rete e un rastrello lungo.

C'era anche un cesto, che veniva usato una volta.

Pinze e rastrelli servono per tirare giù le olive dall'albero.

Pettine, rastrello e pinza tolgono dal ramo le olive ma non le foglie.

La pinza ha due bracci e all'interno due raggi di bicicletta rivestiti di gomma.

Il rastrello grande ha il manico allungabile.

Il ramo dell'albero si mette dentro i denti del rastrello e poi tiri, così le olive cadono sul telo.

La rete o telo serve per raccogliere le olive che cadono dall'albero.

La rete ha un taglio per poterla mettere intorno al tronco.

METODI DI RACCOLTA

Le olive si schiacciavano con una grande macina in pietra.

La macina assomiglia a quella che abbiamo visto al museo di S. Michele

Una volta la macina veniva girata dal cavallo.

Dalla macina esce una specie di poltiglia.

La poltiglia si mette sopra dei cerchi di corda intrecciata.

Si mettono tanti cerchi uno sopra l'altro.

Tra un cerchio e l'altro si mette una specie di poltiglia formata dalle olive macinate.

L'olio si spreme con una macchina che si chiama torchio.

Il torchio è formato da cerchi di corda intrecciata messi uno sopra l'altro

Una vite senza fine preme i cerchi di corda uno contro l'altro, spremendo la poltiglia.

In fondo al torchio c'è un tubicino da cui esce l'olio.

Le olive da noi si raccolgono in novembre - dicembre, verso la fine dell'autunno.

Una volta le olive si raccoglievano a mano.

Una volta si saliva sull'albero con la scala e un cestino e si tiravano giù le olive una alla volta.

La scala fatta di legno aveva i gradini orizzontali e obliqui (più larghi in fondo e stretti in cima).

Il cestino si legava alla vita con una cintura, come abbiamo visto al museo.

Le olive non si devono raccogliere troppo mature, altrimenti l'olio viene male.

LE OLIVE:

non sempre le olive grandi hanno più olio di quelle piccole, a volte possono essere piene d'acqua, se è piovuto tanto.

Certe olive erano raggrinzite, mentre altre erano belle rotonde.

Le olive avevano colori diversi: nere, verdi, marroni, viola, un po' miste.

Le olive hanno grandezze diverse: certe sono piccole, certe medie, certe grandi.

Le olive misurano da 2 a 4 centimetri.

GLI OLIVI:

Gli olivi vivono tantissimi anni: gli archeologi hanno trovato un olivo nelle zone dove è vissuto Gesù che ha più di 2000 anni.

Graziano ci ha detto che gli olivi non muoiono mai.

GLI OLIVI IN ZONA:

Abbiamo visto una foto di un olivo che ha circa trecento anni.

Da tantissimo tempo si raccolgono le olive nella nostra zona.

Al tempo dei nostri nonni l'olio era prezioso come l'oro.

Una volta ogni famiglia produceva il proprio olio.

Per un periodo molti hanno smesso di produrre olio, ma adesso hanno ricominciato.

Per fare l'olio serve tanto tempo e lavoro: per molte persone è più comodo andare a prendere l'olio al supermercato.

Con 5 chili di olive non fai 5 litri d'olio, perché le olive contengono anche l'acqua.

L'olio di S. Massenza è pregiato e molto buono.

I TOPONIMI:

Nella nostra valle ci sono tanti nomi di paesi e località che ricordano la presenza di olivi, come Ponte Oliveti oppure Dos Oliver vicino a Padergnone.

ALTRE INFORMAZIONI UTILI CHE NON AVETE RICORDATO:

Dopo essere stato macinato e torchiato, l'olio viene anche filtrato per toglier tutte le impurità.

I resti della spremitura servono per produrre olio che non è extravergine di oliva, oppure vengono mescolati all'olio di semi.

Da circa 2 chili di olive, se sei molto fortunato produci poco meno di mezzo litro d'olio.

Santa Massenza è il posto più a Nord in Europa dove si produce l'olio.

L'olio da noi si produce perché la presenza di molti laghi rende il clima più tiepido: è un MICROCLIMA, cioè un clima diverso da quello del territorio circostante.


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