ISTITUTO COMPRENSIVO DELLA VALLE DEI LAGHI

Scuola Primaria di Vezzano

Diario di classe terza - anno scolastico 2011/2012

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Due giorni indimenticabili!

Il 22 e 23 settembre noi bambini di classe terza siamo stati a malga Bael con le nostre maestre ed alcuni genitori. Sono stati due giorni indimenticabili e ve li vogliamo raccontare.

Questo testo è stato scritto componendo un puzzle con alcune frasi prese dai compiti che ognuno di noi ha scritto sul proprio quaderno.



Siamo partiti da scuola e ci siamo fermati alla grotta della centrale di S. Massenza. Insieme abbiamo guardato la valle, poi siamo andati a Margone. Quando siamo scesi abbiamo visto un prato gigante con in fondo un burrone e lì abbiamo guardato di nuovo la valle. Quando abbiamo finito siamo risaliti per andare a Ranzo. Poi fino a Bael siamo andati a piedi.

Caterina

La maestra ci ha portato con il pullman sulla strada di Ranzo, poi lì ci siamo fermati per osservare la valle. Eravamo divisi in gruppi di tre e avevamo delle domande.

Poi siamo ripartiti e ci siamo fermati a Margone e abbiamo visto il lago di Garda, alberi, montagne, strade, macchine, fiumi, paesi e laghi.

Emanuel

Sulla strada per andare a Ranzo c'era una galleria privata. La galleria portava alla centrale di S. Massenza. Una volta la strada per andare a Ranzo non c'era e si facevano i sentieri. La strada è stata costruita quando hanno costruito la galleria.

Nicholas

Il forno della calce è stato costruito circa negli anni '50 da alcuni fratelli. Questa ditta di fratelli durò poco perché non si trovavano i sassi giusti e la calce veniva male e non c'era commercio. Questo li obbligò a chiudere la ditta. Queste cose ce le hanno dette gli anziani e arrivati a Ranzo, sulla strada abbiamo visto il forno.

Martino

Abbiamo camminato nel bosco. Ci abbiamo messo un'ora per arrivare a malga Bael e siamo andati con le maestre. Abbiamo fatto tanta fatica.

Cherine

Quando camminavamo sul sentiero abbiamo visto su tanti sassi le strisce che lasciano le slitte e i carri e le maestre le hanno fotografate. Gli anziani di Ranzo ci hanno detto che una volta le slitte portavano legna, fieno e anche capussi. Per salire gli abitanti di Ranzo dovevano tirare le slitte con tanta forza e per scendere uno doveva frenare da dietro e l'altro, che era davanti, doveva guidare la slitta.

Alessandro

Una volta un contadino di Ranzo stava andando con la sua slitta in malga Bael a fare il fieno. Nello scendere era davanti alla slitta per fermarla, ma inciampò e la slitta gli passò sopra e lo uccise. Sul sentiero c'è una lapide che ricorda il fatto. Sulla lapide c'è una data: 1789. Questa storia ce l'hanno raccontata gli anziani di Ranzo.

Teresa

Quando siamo arrivati in Bael abbiamo mangiato col pranzo al sacco, ma gli altri pasti li abbiamo mangiati su una grande tavola che i nostri genitori hanno preparato in mezzo al prato.

Lara

Il pomeriggio sono venute due guardie forestali di nome Tullio e Devis a parlarci del bosco. Ci hanno raccomandato di non buttare spazzatura per terra e soprattutto sigarette perché si potrebbe provocare un incendio e togliere la vita agli alberi, alle piante e anche agli animali. Ci hanno anche parlato dell'orso, come fare se lo incontri, cosa fare se ti corre dietro. È stato un pomeriggio stupendo.

Carlo

Le guardie forestali sono venute con delle bussole. Uno di loro aveva un percorso su un foglio e il papà di Teresa aveva una borsa di picchetti. Su un foglio c'erano dei numeri che volevano dire i passi che dovevamo fare e ci hanno detto che dovevamo usare la bussola. È così che abbiamo imparato dove è il nord, il sud, l'ovest e l'est. Ci hanno insegnato anche ad orientarci con l'orologio e il bastoncino. È stato bellissimo.

Giacomo P.

Sono venuti i vigili del fuoco che ci hanno parlato dei pericoli del fuoco e alcuni bambini si sono messi il casco. Poi i vigili hanno acceso il fuoco che era molto grande. I bambini di classe terza hanno cantato le canzoni, poi le mamme hanno raccontato le storie.

Maria Vittoria

Di notte, dopo il falò, abbiamo osservato le stelle con il telescopio della maestra Laura e a occhio nudo. Abbiamo visto le costellazioni del carro minore, del carro maggiore, la Cassiopea e la stella Polare.

Massimiliano

Abbiamo dormito nei sacchi a pelo e volevamo fare uno scherzo alle maestre, però non siamo riusciti a stare svegli. La mattina quando ci siamo svegliati avevamo ancora le pile in mano! Dormivamo in una stanza grande, le brandine erano tutte vicine e anche le maestre dormivano con noi, è stato bellissimo!

Giulia

In Bael con Angela abbiamo imparato ad accudire gli asini e gli abbiamo dato il pane. Angela ci ha spiegato che bisognava tenere la mano aperta. Ci ha detto che per spazzolarli bisogna tenergli la testa se no andavano via e con la spazzola si spazzolava nella direzione del pelo. È stato bellissimo.

Zeno

Noi bambini abbiamo scelto un albero e poi abbiamo preso un foglio e qualche colore a cera. Abbiamo appoggiato il foglio sull'albero e si è stampata la corteccia sulla carta. Quando torniamo a scuola con il frottage, lo pitturiamo con gli acquerelli.

Lavinia

Il venerdì mattina siamo andati a fotografare un faggio con i miei compagni. Gli abbiamo fotografato le radici, il tronco, i rami. Ogni bambino doveva scegliere un pezzo dell'albero che gli piaceva di più e ci passavamo la macchina fotografica.

Matteo

Quando avevamo tempo andavamo a giocare a calcio e anche alle sabbie mobili, però non erano vere sabbie mobili. Erano crepe nel prato. Avevamo uno spazio immenso e mi piaceva giocare molto.

Giacomo C.

In Bael siamo andati a costruire le casette con dei rami vecchi e ci siamo divertiti. Abbiamo raccolto la legna per terra; i rami erano secchi, lunghi o corti.

Mattia

Nella malga c'era Bael, un maialino nero. C'erano anche Beppe e Bizù che sono dei cani. Di notte loro dormivano nel letto. Io a Bael ho dato un pezzo di mela.

Tiziano

Siamo andati dai nonni a intervistarli nella scuola vecchia di Ranzo e mentre ci spiegavano ci siamo addormentati perché eravamo stanchi. Ai nonni abbiamo chiesto com'era la vita senza la strada nuova. Ci hanno detto che era faticosa e difficile perché era lunga e ripida la strada per castel Toblino.

Ilaria

Una volta a Ranzo per fare il carbone si doveva andare nel bosco e cercare dei prati per accamparsi. Poi si doveva fare una torre di legna e foglie e si accendeva pochissimo fuoco. Quando il fuoco si stava spegnendo i carbonai facevano un buchetto nella legna, ma quando entrava troppo ossigeno il buchetto si doveva chiudere. Visto che saliva tantissimo fumo, quando i carbonai facevano i buchetti diventavano tutti neri. Per fare il carbone ci mettevi otto giorni.

Damiano

Tutti i bambini sono tornati a scuola con il pullman e quelli di Ranzo si sono fermati con i loro genitori. Quando sono tornata a casa ero stanchissima!

Caterina

Visita la galleria fotografica e la presentazione.


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