ISTITUTO COMPRENSIVO DELLA VALLE DEI LAGHI

Scuole Primarie di Cavedine, Terlago e Vezzano

Diario 5^ Cavedine

Diario 5^ Terlago

Diario 5^ Vezzano

Che giornata a Rovereto!


 

Venerdì 9 novembre 2007, noi ragazzi delle quinte di Cavedine, Terlago e Vezzano, abbiamo effettuato una visita guidata a Rovereto, all'impianto di smistamento dei rifiuti e compostaggio Pasina.

Appena scesi dal pullman, ci siamo subito tappati il naso a causa dell'odore nauseante di umido e rifiuti.

Poco dopo ci siamo abituati a quel forte odore e non ci ha dato più così fastidio.

Siamo stati accolti dal proprietario e da un suo assistente che ci hanno accompagnati per tutta la visita.

La prima cosa che abbiamo visto è la pesa su cui passano i camion; lì, in base al peso, si decide il prezzo dei rifiuti che arrivano.

In un capannone grossi quantitativi di rifiuti inorganici industriali venivano smistati a mano; c'erano mattoni, calcinacci, nylon, tubi, stracci, sacchi di cemento....

Accanto a tutti quegli scarti da selezionare c'era un macchinario che schiacciava il cartone per fargli perdere il volume in modo da occupare meno spazio.

Siamo andati a vedere dove raccolgono i vari tipi di plastica che viene selezionata, schiacciata, imballata e triturata.

Se ne possono ottenere due tipi diversi: uno più pregiato, di colore bianco – grigio che serve per fare nuovi contenitori, rivestimenti di elettrodomestici, ecc. ed uno meno pregiato, di vari colori, che serve per produrre ad esempio i tappeti delle altalene e degli scivoli dei parco – giochi.

Anche il nylon viene imballato e portato in Cina.

Il polistirolo viene bruciato in un inceneritore e non lo riciclano; si potrebbe riciclarlo, però non conviene perché occupa molto spazio, è leggero, le spese di trasporto sarebbero eccessive e quindi non ci sarebbe molto guadagno.

Il legno viene sminuzzato da una macchina e ridotto in trucioli.

In essa vengono immessi anche grandi pezzi di legno, di tronchi, ramaglie; la macchina li taglia in piccoli pezzi che scendono da uno scivolo e si ammucchiano sul terreno.

Il legno viene poi riutilizzato per fare mobili.

Quando c'è bel tempo, la macchina fa molta polvere e quindi azionano delle girandole per bagnare.

I frigoriferi, TV, computer, stampanti, forni a microonde, lavatrici, lavastoviglie e altri elettrodomestici vengono portati a Vicenza, li smontano, dividono i vari pezzi a seconda del materiale e delle parti riutilizzabili o no.

Lì si raccoglie anche l'umido dei bidoni stradali di certe zone; il nostro umido viene portato a Verona.

Per produrre il terriccio non viene messo del secco, come facciamo noi a scuola, ma usano “mezzo verde” e “mezzo umido”.

Viene usato un tubo che arieggia il compost aspirando aria esterna.

L'umido poi viene messo in celle con una temperatura di 60°; la temperatura non deve essere né più elevata, né più bassa.

Prima di tre mesi il compost non è maturo.

Per vedere se il compost è maturo si semina il crescione, una pianta che cresce molto in fretta.

Se il crescione non germoglia, significa che il compost non è pronto.

Da una macchina esce il terriccio pronto e vengono scartati i materiali che non servono come i sacchetti non degradabili.

Hanno raccomandato di usare per la raccolta dell'umido sempre i sacchetti appositi.

Dopo siamo andati al centro di comando che controlla tutto lo stabilimento; c'erano quadri di controllo da ogni parte e, al centro della sala, c'era anche un computer che raffigurava le celle di compostaggio. Ci hanno spiegato che qualsiasi anomalia del sistema sarebbe stata rilevata e segnalata ai cellulari dei dipendenti per avvisarli velocemente del problema insorto.

Abbiamo notato una cosa: a fare i lavori più gravosi c'erano solo operai extracomunitari, nemmeno un italiano!

Le persone che ci hanno accompagnati nella visita sono stati gentili, competenti e molto accoglienti: alla fine hanno offerto a tutti un gustosissimo rinfresco.

Noi li abbiamo ringraziati con un fortissimo GRAZIE.

Conclusa la mattinata al centro Pasina, siamo andati in un parco dove abbiamo sostato per il pranzo. Quindi ci siamo avviati per andare al Mart.

Entrati, ci siamo divisi in due gruppi.

Siamo stati accompagnati da due guide.

Le guide ci hanno detto che l'architetto progettista del Mart si chiama Mario Botta.

Ha costruito il Mart molto moderno per creare un netto contrasto con i palazzi settecenteschi presenti in corso Bettini. I palazzi settecenteschi sono rifiniti soprattutto con pietra.

Anche Botta ha voluto la pietra come materiale fondamentale, la pietra gialla di Vicenza.

Le pietre sono a forma rettangolare.

Mario Botta ha usato forme geometriche pulite cioè rettangoli, quadrati e cerchi.

Tutte le figure geometriche sono simmetriche.

Ci sono delle finestre lunghe, strette, rettangolari, a scalare, cioè da una parte sono più piccole, poi si ingrandiscono per poi tornare nuovamente piccole.

Le finestre sono allineate con le scale.

Nella piazza esterna c'è una cupola fatta di vetro con dei raggi in acciaio.

In mezzo alla cupola c'è un buco a forma di cerchio; la cupola non è tutta chiusa altrimenti, nella stagione calda, si avrebbe l'effetto serra.

Esattamente sotto l'apertura della cupola, si trova una fontana, sempre di forma circolare, attorno alla quale ci si può sedere.

Mario Botta ha voluto fare una piazza molto grande come ritrovo della gente, per chiacchierare, leggere un giornale e bere un caffè.

Botta ha pensato alle forme classiche dell'arte greca e romana.

Anche per la piazza ha pensato all'agorà greca dove la gente si trovava a discutere e a parlare.

Vicino al Mart c'è un edificio settecentesco che era una biblioteca; questa ora è stata spostata all'interno del Mart.

A sinistra e a destra ci sono due gallerie che sono simmetriche. Il soffitto delle gallerie è fatto da legno mischiato con colla, materiale ignifugo.

Vicino al Mart c'è un prato piuttosto grande, dove mettono le sculture troppo alte e ingombranti.

Dietro il Mart è stato costruito un muro di contenimento per la sicurezza, affinché non frani la collina a ridosso del Mart.

Entrando nell'edificio possiamo distinguere vari piani: al seminterrato c'è l'archivio, al piano terra si trova la reception, al primo piano la mostra contemporanea e al secondo piano la mostra permanente.

Nel seminterrato si può notare la scala che congiunge i piani: ha la forma di un albero stilizzato.

Guardando in alto si può vedere anche una passerella che, come un ponte sospeso, congiunge le scale alle sale espositive.

Vicino all'archivio ci sono due quadri monocolori fatti da un artista americano; a noi non hanno emozionato per niente.

Le scale sono staccate dal muro e il pavimento è staccato dalle pareti per dare l'idea di grandi spazi.

Al Mart si trovano una caffetteria, una biblioteca pubblica, un teatro ed un laboratorio didattico.

Il Mart è stato inaugurato il 12 dicembre del 2002.

Verso le 15.15 abbiamo lasciato il museo per andare a prendere la corriera che ci avrebbe riportati a scuola.

Abbiamo salutato i compagni delle altre classi, siamo scesi dal pullman e ci siamo incamminati verso la scuola; un'altra bella esperienza si era conclusa.


Grazie di cuore alla Cassa Rurale della Valle dei Laghi per averci dato la possibilità di vivere un'esperienza così interessante.

 

Alunni e insegnanti di quinta

delle scuole primarie di

Cavedine, Terlago e Vezzano

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