ISTITUTO COMPRENSIVO DELLA VALLE DEI LAGHI

Scuola Primaria di Vezzano

La scuola

Diario 2007/08

Classe quinta

Insetto stecco

Baco da seta

● Rovereto

● Innsbruck

Lettera agli adulti

Così non va bene

● Valtrigona

● Presentazione


Così non va bene!


Nella foresta pluviale africana viveva una comunità di babbuini. La foresta era un ambiente molto adatto alla vita animale perché abbondava di cibo e di acqua. Gli animali potevano muoversi in tutta libertà perché gli spazi erano immensi. Regnava una calma assoluta. Si sentivano solo il fruscio del vento tra le foglie, lo scorrere dell'acqua, i versi degli animali. In questo ambiente ideale, anche le scimmie potevano vivere felici, saltando giocosamente con le liane da un ramo all'altro.

Un giorno avvenne un fatto speciale: nacque un babbuino bellissimo, particolarmente carino. Aveva un ciuffetto biondo sulla testa, due occhi vispi e allegri, un sederino spelacchiato e roseo. Tutta la comunità lo andava ad ammirare e si congratulava con i genitori. Il cucciolo lo chiamarono Nick. Nick si rivelò subito un gran golosone: mangiava con ingordigia e cresceva velocemente. Si dimostrò subito un ottimo saltatore: saltava con destrezza e agilità da un albero all'altro in modo continuo e super-veloce. Era ammirato da tutti, grandi e piccini. Nessun altro cucciolo era capace di essere così veloce come lui. Il cucciolo di babbuino poteva girare liberamente con i suoi amici nella foresta perché nessuno pensava che ci potessero essere pericoli.

La sua fama di esperto saltatore si sparse ben presto ovunque. Lo venne a sapere un gruppo di gorilla che viveva dall'altra parte della foresta. Arrivarono in molti per ammirare il prodigioso piccolo Nick. Un giorno venne in questo posto un grosso gorilla che si fermò per conoscere e ammirare Nick. Si fermò in quel luogo per parecchi giorni e cominciò ad osservare attentamente il babbuino. Il gorilla era particolarmente grosso, scuro, con due occhiacci gialli, sporgenti, dall'espressione malvagia. Osservava in disparte le acrobazie del piccolo Nick e lo seguiva ovunque andasse a giocare. Un giorno avvicinò il babbuino che, titubante, cominciò ad ascoltarlo. Aveva il cuoricino che batteva all'impazzata perché ricordava benissimo le raccomandazioni dei suoi genitori: non doveva seguire sconosciuti, non doveva allontanarsi troppo e stare sempre in compagnia. Il gorilla attirò la sua attenzione cominciando a parlargli in modo paterno e tranquillo. Nick pensò di potersi fidare. Il gorilla gli disse che lo avrebbe fatto diventare ancora più esperto; poteva insegnargli il triplo salto mortale e a fare piroette mentre saltava da un albero all'altro.

Con entusiasmo Nick lo seguì in un posto dove gli alberi erano particolarmente fitti e intricati. Per insegnargli le mosse, cominciò a toccargli la testa e le zampe, ma un po' alla volta iniziò ad accarezzare le parti che uno sconosciuto non avrebbe dovuto sfiorare. Nick, impaurito, cominciò a divincolarsi e a urlare, ma quel posto era così appartato che nessuno lo poteva sentire. Il cucciolo riuscì a liberarsi e, veloce com'era, si aggrappò su una liana e di liana in liana riuscì a scappare. Il gorilla provò a seguirlo, ma era lento e impacciato. Così Nick riuscì a seminarlo. Nick non tornò subito a casa, ma si rifugiò tra la chioma di un albero. Aveva paura di essere sgridato perché si era fatto tardi.

I genitori e gli amici cominciarono a cercarlo. Chiamarono ad alta voce Nick fino a che lui sentì le voci preoccupate; impaurito e timoroso scese dall'albero. Tremava ricordando la brutta esperienza vissuta. La mamma lo strinse forte e cercò di capire che cosa era successo. Piano piano e con timore cominciò a raccontare l'accaduto. Mentre raccontava, si sentiva sempre più sollevato e capì che aveva fatto bene a confidarsi.

La comunità intera dei babbuini cominciò la ricerca del gorilla il quale, compreso il pericolo, se la diede a zampe levate. Nella foresta in quei giorni era arrivato un gruppo di bracconieri. Stavano cercando un grosso esemplare di gorilla da portare in uno zoo: se lo avessero trovato, avrebbero avuto in cambio una grossa somma di denaro. Che fortuna! Si imbatterono proprio nel gorilla che stava scappando. Lo accerchiarono e lo colpirono con una sostanza adatta per fare addormentare gli animali. Lo legarono e lo misero in una grande gabbia. In quel momento sopraggiunsero i babbuini e videro l'accaduto. Immaginarono la fine che avrebbe fatto il malvagio gorilla e tirarono un sospiro di sollievo. I bracconieri imbarcarono il gorilla che fu consegnato ai proprietari di uno zoo. In un paese lontano fu rinchiuso in una gabbia per sempre. Nella foresta si fece una grande festa.

Classe quinta

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