|
|
ISTITUTO COMPRENSIVO DELLA VALLE DEI LAGHI Scuola Secondaria di primo grado di Vezzano |
|
|
Degno di essere visitato è il magnifico parco di origine glaciale di Vezzano, denominato "Sentiero Geologico Stoppani" in onore del naturalista lombardo Antonio Stoppani (Lecco 1824 - Milano 1891) che si occupò di questo territorio, studiandone ampiamente il caratteristico fenomeno e presentandolo nel suo libro "Il Bel Paese" (1875). DATI del Sentiero: Lunghezza: m. 3.550
Passeggiata nel bosco alla ricerca dei pozzi glaciali "Il Sentiero Geologico A. Stoppani" Un pomeriggio diverso trascorso fuori dalla solita aula Vezzano: Novembre 1998. Pomeriggio. Tempo Prolungato. Armati di carta e
penna, noi della II B lasciamo la nostra aula e le
sue faccende quotidiane per visitare i pozzi glaciali
del "Sentiero Stopppani". Dopo aver
percorso la strada principale del paese, all'altezza
della caserma dei CC svoltiamo a sinistra in una
stradina stretta, delimitata da un lungo muretto e
circondata da frutteti, vigneti e da qualche villa
costruita di recente fino ad arrivare ai campi da
tennis dove troviamo le prime segnalazioni del
sentiero. Subito ci inoltriamo nel bosco, attenti a
non sbagliare percorso e puntiamo verso il pozzo n° 1
"In
formazione", ma ormai … bisognerà aspettare
la prossima glaciazione e il successivo disgelo e
forse potrà completarsi. E' il pozzo più piccolo e
ha un'erosione glaciale appena accennata nella parete
frontale. Essendo totalmente ricoperto da detriti
naturali, non possiamo conoscere la forma della parte
inferiore del pozzo in cui attualmente dimorano due
bei pini. Sul lato destro sono ben visibili altri
segni dell'erosione quali alcuni fori comunicanti fra
loro. Continuando il percorso, giungiamo al pozzo
n° 2 Fiorenz. La parete frontale appare non molto
erosa, la parte inferiore, poco profonda, è
totalmente ricoperta da detriti, arbusti e rovi.
Attraverso le rampe di scalini piuttosto ripidi si
accede al pozzo
n°3 Maria Mata o Stoppani, in onore dello scopritore. La forma è
tondeggiante, tipica della marmitta, la parete
frontale liscia e umida. Il fondo, poco profondo e
irregolare, è ricoperto di foglie secche, rovi, erba
e arbusti. Dopo alcuni minuti, raggiungiamo il pozzo
n°4 Ronch,
piuttosto grande che presenta segni evidenti di
erosione, ma non ha una forma ben definita. Al suo
interno si trova una vegetazione composta
fondamentalmente da rovi. Dopo un breve percorso
arriviamo al pozzo
n°5 Covei de
Lusan che presenta un'erosione più
evidente. Le pareti appaiono bucherellate e
colonizzate da vegetazione varia. La parte inferiore
del pozzo non esiste più perché probabilmente è
crollata. Il fondo è ricoperto di foglie secche ed
erba. Il pozzo
n° 6 Lusan non è molto grande,
l'erosione è poco evidente e il fondo è riempito di
detriti e circondato dalla vegetazione spontanea.
Ritorniamo sulla più rilassante sterrata principale
che, serpeggiando in mezzo ai campi coltivati e al
bosco ceduo ci porterà verso gli altri pozzi.
Superati il parco - giochi e il maneggio, incontriamo
finalmente la segnaletica che indica la direzione da
seguire. Seguendola fin dentro un vigneto, arriviamo
davanti a una scaletta di pietra che immette in un
sentiero stretto e ghiaioso, alla fine del quale
troviamo il pozzo
n° 7 "S. Valentino", così chiamato perché sovrasta la
vicina chiesa del santo patrono. Il pozzo non è
molto grande, ma sicuramente interessante e ben
formato. Al suo interno, nascosti parzialmente da
rovi, si notano tre grossi ciottoli di porfido,
arrotondati, che il ghiacciaio ha trascinato in tempi
remoti dall'alta Valle dell'Adige e dalla Valle
dell'Avisio, e che l'acqua del disgelo ha utilizzato
come veri e propri scalpelli per allargare il buco.
La roccia alla sinistra del pozzo mostra evidenti
segni di erosione simili a profonde unghiate di una
gigantesca mano. Per un attimo abbiamo potuto
ammirare lo stupendo panorama della Valle con i
meravigliosi laghi di S. Massenza e di Toblino, poi
ritornando indietro, ci siamo diretti, attraverso un
sentiero che Ma che cosa sono le "Marmitte dei Giganti"? Il nome
"Marmitte dei giganti" evidenzia l'enfasi |