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PREMESSA
MUSICA NEL PRIMO CICLO D’ISTRUZIONE
SCUOLA PRIMARIA
Le attività musicali svolte nella Scuola Primaria si pongono in continuità
con le esperienze realizzate nella Scuola dell’Infanzia e nell’ambiente
familiare: esse pertanto, in particolar modo nei primi anni, prendono spunto
dall’osservazione e dalla problematizzazione delle esperienze dirette
che i bambini vivono nei diversi contesti di vita dove i suoni e la musica
sono presenti, per allargarsi, oltre all’esperienza del vivere, alla esperienza del produrre e poi del conoscere.
Per sviluppare questa dimensione l’insegnante deve creare occasioni in cui
far sperimentare, manipolare, esplorare materiali sonori, proponendo
attività che hanno carattere concreto, attivo e multidisciplinare e che
richiamano la curiosità e la motivazione dei bambini che in esse devono
trovare sempre senso e coerenza.
Nella Scuola Primaria, posta tra Scuola dell’Infanzia e Scuola Secondaria,
l’insegnante dunque propone inizialmente ai bambini esperienze musicali
significative (dimensione del vivere) sulle quali riflettere per giungere ad
una migliore comprensione dei contesti vissuti (dimensione dell’espressione
del sé), per portarli gradualmente dai significati condivisi attribuiti alle
esperienze, espressi attraverso diversi codici e linguaggi simbolici, alle
prime concettualizzazioni (dimensione del conoscere).
Si tratta di conquistare le conoscenze a partire dall’esperienza fino a
giungere ad una prima sistematizzazione di quanto acquisito e ad una
iniziale promozione dell’intelligenza musicale.
Lo sviluppo di quest’ultima e delle relative competenze musicali si realizza
attraverso attività centrate sulla percezione e l’ascolto, sulla produzione
e sulla rappresentazione grafica dei suoni e della musica.
Le competenze legate all’ascolto si sviluppano soprattutto attraverso
compiti centrati sull’analisi e sull’interpretazione degli
eventi musicali, dove per interpretazione si intende la capacità di
attribuire loro significati traducendoli in altri linguaggi (emotivo,
motorio, gestuale, pittorico, etc.); per analisi invece si intende
l’individuazione degli elementi sonori e musicali funzionali
all’interpretazione data.
Fra le diverse interpretazioni possibili, la rappresentazione grafica occupa
un posto privilegiato in quanto permette una precisa codificazione degli
elementi musicali ed un avvio alla comprensione della notazione
convenzionale.
Le competenze legate alla produzione si sviluppano in compiti centrati sulla
realizzazione di eventi musicali; essi possono implicare l’esecuzione o
l’invenzione di canti o musiche finalizzati all’espressione di un senso
(un’emozione, un’idea, un principio organizzativo, etc.), anche in
collegamento ad altri linguaggi (in funzione di colonna sonora, di segnale,
etc.).
Ascolto e produzione trovano il loro riferimento comune nell’acquisizione di
abilità percettive quali il discriminare, il classificare, l’ordinare gli
elementi sonori che costituiscono ogni evento musicale. A questo proposito
particolare importanza assume il graduale avvio all’impiego del linguaggio
musicale specifico, avvio che porta al superamento delle eventuali
precomprensioni dei bambini verso una conoscenza intersoggettiva.
Aspetti metodologici
Per sviluppare la dimensione della consapevolezza derivata dall’esperienza
del vivere determinati eventi musicali, il modello di azione didattica
prevede l’organizzazione di situazioni nelle quali far fare operazioni ai
tre successivi livelli: concreto-grafico-simbolico, per utilizzare gli
elementi musicali con le caratteristiche strutturali e formali rapportate
all’età dei bambini e al percorso fatto, secondo le modalità descritte a
pag. 9?.
Ascolto e produzione prenderanno avvio da quanto i bambini hanno già
sperimentato nella Scuola dell’Infanzia; è necessario pertanto che i docenti
adottino adeguate modalità di raccolta di informazioni affinché
l’impostazione delle attività si innesti significativamente e con continuità
su quanto i bambini già sanno e sanno fare.
Le attività proposte devono sollecitare la curiosità, lo stupore, le
emozioni degli alunni e fornire stimoli e occasioni che permettano loro di
sperimentare ed esprimersi attraverso i linguaggi più vari. Tali proposte
promuoveranno pertanto la scoperta, l’esplorazione, l’imitazione e
l’invenzione sonora e musicale; a tal riguardo una delle tecniche da
privilegiare è quella del confronto tra ciò che i bambini già sanno, ciò
che viene proposto dall’insegnante e ciò che altri autori e musicisti hanno
prodotto in precedenza, a partire da spunti analoghi.
Il “piacere del fare” dovrà avere grande importanza in ogni attività:
dall’appagamento del gioco sonoro-musicale spontaneo di tipo esplorativo, si
giungerà al piacere della ripetizione e della memorizzazione (“gioco
d’esercizio”), fino all’organizzazione ed alla produzione di idee musicali
(“gioco di regole” ).
L’interiorizzazione di quanto proposto passerà sia attraverso momenti in cui
sperimentare individualmente, sia tramite momenti di lavoro in gruppo. È
importante, nelle diverse proposte didattiche, richiamare costantemente
l’attenzione dei bambini sulla qualità della produzione sonora e
musicale in rapporto all’intenzionalità espressiva.
Il fare ed ascoltare musica permettono ai bambini di comprendere
maggiormente la realtà che li circonda e gli eventi musicali caratteristici
della civiltà odierna in particolar modo nei suoi aspetti interculturali: la
musica infatti costituisce anche una modalità attraverso cui conoscere
l’altro, il diverso da sé, il lontano.
La musica offre infine interessanti trasversalità con altre discipline,
trasversalità che è importante conoscere e valorizzare soprattutto a partire
dal fatto che l’esperienza musicale in questa fascia d’età è globale ed
unitaria. Così, ad esempio, è difficile pensare la musica senza il
movimento: l’aspetto motorio contribuisce alla comprensione di aspetti
musicali, ma serve anche a rafforzare le modalità sensoriali ed ideomotorie
dei bambini.
Luoghi dell’esperienza
La promozione delle competenze musicali avviene in luoghi sia esterni alla
scuola (quali i diversi ambienti fisici caratterizzati sonoramente, le sale
da concerto, le sale per prova di bande, cori, orchestre, band, etc.), sia
interni (l’aula, l’aula video, il laboratorio musicale).
I docenti utilizzeranno i diversi luoghi secondo il compito e le situazioni
d’apprendimento progettate, favorendo l’uso dei luoghi esterni in particolar
modo per la valutazione delle competenze apprese. Si pensi, ad esempio,
all’importanza che la realizzazione di un concerto alla presenza dei
genitori costituisce per una verifica delle competenze produttive degli
alunni; si tratta infatti di un’esperienza che coinvolge integralmente i
bambini nell’impiego delle conoscenze e delle abilità musicali apprese, ma
anche nel controllo di sé in un contesto reale.
I luoghi interni possono essere usati prioritariamente per promuovere
l’acquisizione di specifiche conoscenze ed abilità e si connotano come
luoghi dell’analisi e della riflessione, sempre comunque a partire da
esperienze significative e motivanti.
Per quanto riguarda il laboratorio musicale, è importante che esso possieda
particolari caratteristiche:
- essere ampio, luminoso e libero da banchi, per permettere la
realizzazione di lavori di interpretazione motoria, giochi di produzione
musicale, improvvisazioni, performances;
- essere arredato con colori neutri e poco interessanti dal punto
di vista visivo, per permettere una maggior concentrazione sugli stimoli
sonori;
- essere fornito di una buona acustica per garantire un’educazione
dell’orecchio efficace;
- prevedere uno spazio per attività di scoperta, manipolazione ed
attenzione al suono.
Materiali
La scuola dovrebbe poter disporre di uno strumentario didattico ampio, vario
e di buona qualità, composto indicativamente da:
- pianoforte acustico (o pianoforte elettrico o tastiera con
dinamica con almeno cinque ottave);
- strumenti ritmico-melodici (triangoli, tamburelli, legnetti,
blocchi sonori, maracas, cembali, metallofoni o piastre sonore, xilofono,
glockenspiel, battenti di vario tipo);
- registratore con audiocassette e CD;
- videocamera e videoregistratore con VHS;
- oggetti di uso comune per la costruzione di strumenti (lattine e
sassolini per le maracas, noci di cocco per blocchi sonori, etc.);
- materiale di facile consumo (colori, matite, carta colorata,
cartoncino, etc.);
- fotocopiatrice.
Per mantenere le dimensioni della seduzione, del desiderio, dell’attrazione,
del piacere delle esperienze musicali, si suggerisce di riporre gli
strumenti musicali su scaffali o in armadi “a vista” così da poter essere
usati con facilità in determinate attività sonore e musicali.
All’interno del laboratorio può essere interessante che un armadio assuma il
ruolo di Custode dei Suoni; in esso potranno trovare posto oggetti
diversi con precise caratteristiche sonore: oggetti naturali (sassi,
bottiglie d’acqua, sabbia, legni, conchiglie, semi, pigne, etc.) oppure
oggetti d’uso comune (setacci, barattoli, palline, giocattoli, stoffe,
pasta, carta, cucchiai, etc.).
Come in ogni scuola esiste una biblioteca, sarebbe utile organizzare e
utilizzare un’ampia discografia, contenente CD, DVD e VHS musicali,
registrazioni dal vivo, etc.
Non dovrebbero mancare infine apparecchiature elettroniche ed informatiche
(hardware e software) tali da permettere la scrittura di partiture, la
registrazione digitale o l’elaborazione di semplici montaggi multimediali.
Verifica e valutazione
La verifica e la valutazione riguardano da un lato le conoscenze e le
abilità apprese, dall’altro le competenze dimostrate dagli alunni: mentre le
prime infatti possono essere accertate tramite prove mirate, le seconde per
manifestarsi hanno bisogno di contesti specifici.
A tal fine possono essere utilizzati modalità e strumenti diversificati.
La verifica di conoscenze ed abilità va condotta, specie nelle prime classi,
attraverso l’osservazione, l’ascolto e la conversazione; è importante che i
docenti colgano indirettamente, ovvero nello svolgersi dell’esperienza, in
che modo i bambini interpretano ed analizzano i suoni ed in che modo cantano
e suonano. Successivamente si potranno utilizzare anche materiali e prove
strutturate.
La verifica delle competenze necessita invece della predisposizione di
contesti specifici in cui l’alunno venga coinvolto integralmente: un
concerto, una rappresentazione teatrale, una drammatizzazione, una
sonorizzazione, alla presenza di un pubblico, costituiscono momenti in cui i
bambini utilizzano le conoscenze e le abilità apprese per lo svolgimento di
un compito a forte valenza sociale. La musica è sempre evento comunicativo
collettivo ed è attraverso questi eventi che è possibile rilevare quanto le
conoscenze e le abilità promosse dal docente si siano trasformate
effettivamente in competenza ovvero nel sapere affrontare un compito
specifico significativo mettendosi in gioco nella propria interezza. Anche
in questo caso l’osservazione e l’ascolto costituiscono per i docenti le
modalità privilegiate; a loro volta il registratore e il videoregistratore
possono essere strumenti interessanti per la promozione dell’autovalutazione
da parte degli alunni.
Rispetto a quest’ultima indicazione è opportuno sottolineare come la
valutazione non debba appartenere unicamente ai docenti: è ormai assodato
come l’unica valutazione positiva sia quella che aiuta i bambini a conoscere
le proprie capacità e ad apprezzare sempre più le competenze acquisite. Per
questa ragione è importante il coinvolgimento dei bambini e dei loro
genitori nel processo valutativo: la compilazione del Portfolio può
costituire il momento attraverso cui rendere consapevoli gli alunni del
percorso svolto selezionando in modo significativo documenti, disegni,
registrazioni, etc.
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
Quando un ragazzo o una ragazza giungono alla scuola
secondaria hanno ormai acquisito i sistemi organizzativi elementari del
linguaggio musicale, sperimentando in proprio invenzioni con la voce ed i
suoi modi espressivi, cantando per imitazione, talvolta ben allenati ed
educati, talora condizionati da modelli adulti dilaganti di preponderante
mira commerciale. Ci troviamo di fronte ad alunni che hanno sperimentato
l’uso di strumenti semplici per ritmare, a volte l’uso del flauto dolce per
eseguire qualche facile melodia. Altri ancora hanno già iniziato la pratica
di strumenti della tradizione colta, o frequentano scuole di danza o
eseguono al computer giochi complessi dai caleidoscopici suoni…
All'insegnante di Musica si presenta quindi un orizzonte variopinto
e ricco, nel quale intervenire con sensibilità e attenzione, privilegiando
la relazione educativa interpersonale, in modo tale da stimolare
interessi e pratiche musicali gratificanti con l’obiettivo di costruire un
percorso che, dalla curiosità e immediatezza porti gradualmente all'ascolto
di sé e dell'ambiente per esprimersi e dialogare attraverso questo
linguaggio ad un livello maggiore di consapevolezza.
Attraverso una conoscenza più sistematizzata degli elementi musicali
e delle loro caratteristiche formali (dimensione del conoscere) nella
Scuola secondaria di Primo grado si passa gradualmente dalla ripresa delle
acquisizioni e delle modalità esplorative tipiche della scuola primaria a
una progressiva organizzazione delle conoscenze adeguata all’età e alle
competenze raggiunte dai ragazzi. Si comincia a “far musica”, a cantare e
suonare con la partecipazione pronta e attenta di tutta la classe.
Gli alunni saranno coinvolti in pratiche strumentali e vocali
funzionali alla alternanza di ruoli, alla diversità timbrica, alla
formulazione di domande e risposte fra voci e strumenti, alla descrizione di
personaggi immaginari dal carattere particolare, facendo
conoscere/inventare espressività vocali e strumentali.
L’apprendimento della scrittura musicale verrà consolidato sempre
attraverso la pratica vocale e strumentale, partendo da esperienze per
imitazione per passare rapidamente alla conoscenza di diverse
simbolizzazioni sonore fino alla notazione musicale.
È necessario proporsi alla classe con la terminologia corretta per
spiegare, richiamare, indicare e approfondire le caratteristiche del
linguaggio e del codice, che vanno dal semplice al complesso, procedendo con
giochi musicali, lavori di gruppo, produzioni per imitazione e per lettura
di simboli grafici.
Verranno stimolati l’ascolto e la ricerca dei motivi “ad orecchio”
per poi scriverli con i codici conosciuti, anche avvalendosi di adeguati
programmi informatici.
Uno spazio particolare deve essere affidato all’ascolto di brevi
musiche di vario genere stimolando in tal modo l’interesse e la personale
capacità di comprendere l’evento ascoltato, creando un clima di condivisione
e di comunicazione efficace all’interno del gruppo classe. Si creano così
occasioni per scoprire e ampliare le passioni e i gusti musicali degli
alunni, nell’incontro-scambio-costruzione di Identità Musicali.
Aspetti metodologici
Un’esperienza
musicale volta a sviluppare principalmente la dimensione del conoscere è coinvolgente e gratificante per ragazzi di scuola secondaria se connotata dal
fare e dall’operare, dal manipolare strumenti e apparecchi, dal creare
sequenze e giochi coreografici e/o multimediali e dal carattere narrativo ed
emozionale nell'ascolto e nel canto che possono fornire stimoli
significativi in questo senso.
Un ruolo fondamentale ha il metodo di apprendimento basato su ricerca, scoperta, comparazione: grazie ad esso gli alunni superano gli
stereotipi e lo studio mnemonico e dopo alcuni stimoli e domande,
procedono mettendosi in discussione, vincendo timidezza, pigrizia, disagio.
La ricerca e la scoperta si stimolano oralmente con dialoghi nel gruppo,
attraverso schede predisposte o facendo comporre sequenze sonoro-musicali
sulla base di consegne specifiche.
Particolare spessore formativo/educativo ha il cooperare in
gruppo per realizzare un’attività sia interpretativa che inventiva, in
quanto favorisce spazi, confronti, decisioni tra "pari", dà un apporto
simultaneo ricco di molteplici risorse inventive e operative, crea una
competizione positiva e un incentivo a collaborare. Attraverso il lavoro di
gruppo si trasferiscono spiegazioni immediate, mirate, funzionali e un
risultato di indagine o lettura o scrittura appaga la relazione
interpersonale e crea coesione, affiatamento, attenzione, sicurezza. Non è
poi da sottovalutare il fatto che il lavoro di gruppo stimola ad acquisire
la consapevolezza dell'ascolto e dell'esecuzione controllata durante il
canto e la pratica strumentale: attraverso il lavoro cooperativo gli alunni
si suggeriscono interessi e pratiche musicali che vengono condivise e
diventano quindi gratificanti. Infine si può osservare che questa attività
consente di aiutare gli alunni a velocizzare, adeguare e memorizzare senza
sforzo anche in situazione di difficoltà o forte emozione .
Si tratta di strategie che favoriscono la capacità di mettere in
gioco abilità e conoscenze, anziché l'accumulo di nozioni fini a se stesse e
che consentono di testimoniare e condividere un concetto di cultura
unitaria, volta a integrare il soggetto con la propria società e le sue
peculiari specificità; aiutano a considerare il contenuto strettamente
disciplinare in un'apertura interdisciplinare che l'alunno può approfondire
attivando qualità di attenzione, logiche, analitiche e di sintesi, di
critica e di rielaborazione. Sulla base di questa impostazione ogni aspetto
uditivo, inventivo, teorico si espande e si intreccia con altri in un
continuo "allargare" e "approfondire" arricchendo il contesto del vissuto
personale, e l'assimilazione del testo musicale diventa un appropriarsi di
esplorazione e conoscenza, evoluzione e divergenza.
Come nello sviluppo cognitivo la fase di scrittura viene dopo l’acquisizione
del linguaggio parlato, così nello sviluppo musicale la scrittura dei
simboli di notazione è importante che sia proposta dopo aver fatto cantare,
suonare, dopo aver proposto e fatto “vivere” esperienze musicali espressive
e comunicative.
La teoria musicale è praticata e assimilata attraverso esercizi e invenzioni
non fini a se stessi ma sempre collegati a unità di apprendimento.
Luoghi dell’esperienza
Come per la scuola primaria i luoghi dell’esperienza musicale nella scuola
media possono essere sia interni che esterni.
Tra i luoghi interni, oltre all’aula della classe, adatta solo per
qualche momento di esercitazione e riflessione teorica o, se fornita di
impianto stereofonico, per l’ascolto musicale, è auspicabile in ogni
edificio scolastico una ampia “aula di musica” o un ampio “laboratorio di
musica”. Il termine “laboratorio” forse meglio esplicita i percorsi di
educazione musicale centrati sul “fare musica” in modo attivo e partecipato.
Si possono attrezzare inoltre laboratori come sale di registrazione e
audizione, con apparecchiature multimediali che consentono l’utilizzo di
software per la scrittura/variazione di testi musicali nonché per la
riproduzione/masterizzazione di materiale prodotto dagli alunni.
Per le produzioni sonore e musicali è consigliabile comunque un locale che
presenti le seguenti caratteristiche:
- ampiezza e luminosità adeguate per svolgere attività corali strumentali e
coreografiche
- arredo
essenziale costituito da panche, leggii e armadi con ante di vetro per
contenere ordinatamente e al tempo stesso poter vedere gli strumenti
presenti.
Nell’analisi dei luoghi interni alla scuola può rivelarsi preziosa una
accogliente Aula magna dotata di pianoforte e pedana per realizzare concerti
corali e strumentali in presenza di genitori o di alunni di altre classi.
I luoghi esterni nei quali si sviluppano le competenze
musicali degli alunni comprendono sia le sale da concerto, i teatri e le
sale di prova per bande, cori o formazioni strumentali di vario tipo, ma
anche in generale tutti i luoghi in cui si produce o si ascolta musica,
senza escludere le strade, le piazze, o alcuni ambienti naturali, tipici di
generi musicali che colpiscono in modo particolare i vissuti dei ragazzi di
questa età.
Materiali
Si è già accennato alle apparecchiature elettroniche e informatiche adatte
alla registrazione, alla scrittura di partiture e alla elaborazione di
semplici montaggi.
Impianti stereo con lettori CD, DVD e VHS dovrebbero arredare i laboratori
di musica, insieme a un’ampia discografia ordinata secondo criteri coerenti.
Per i momenti pubblici e le performance a dimostrazione dei percorsi svolti
e delle abilità conquistate è importante che la scuola sia dotata di
impianto di amplificazione per strumenti e di impianto di amplificazione per
voci (comprensivo di mixer, microfoni, aste).
Brevemente possiamo inoltre indicare gli strumenti ritenuti indispensabili
per coinvolgere e sviluppare le abilità musicali dei ragazzi e delle ragazze
di scuola secondaria:
- strumentario Orff di qualità completo di xilofoni (soprano, contralto,
basso, e barre contrabbasso), piastre, metallofoni, Glockenspiel, marimba,
timpani e piccole percussioni a suono indeterminato. Tale strumentario
consente il coinvolgimento su più livelli contemporaneamente per molti
alunni come, per esempio, esecuzione simultanea di melodie, accordi,
arpeggi, ostinati, ritmi di base, figure di variazione…
- tastiere
- chitarre
- bar-chimes
- percussioni etniche (congas, bongos, djembè, aiklung…)
- blocchi templari su scala pentatonica
Per le attività strumentali specifiche è opportuno che la scuola sia dotata
di almeno due pianoforti e di alcuni strumenti relativi ai corsi stessi in
modo tale da poterli “prestare”, per un momento stabilito e limitato, agli
alunni che per i più svariati motivi (per esempio di trasporto o economici)
non possono avere con sé lo strumento.
Verifica e valutazione
Le attività svolte dai ragazzi vanno periodicamente valutate tramite:
- L’osservazione e la valorizzazione dei progressi compiuti in
itinere rispetto al punto di partenza
- prove a risposta chiusa predisposte su scheda
- eventuali cronache dell'esperienza per la verifica della comprensione e
dell'uso esatto della terminologia
- questionari
- performances vocali e/o strumentali individuali, a coppie, di gruppo o di
classe
- concerti pubblici anche in contesti che possono stimolare un’attenzione
sociale e avere una ricaduta positiva sul territorio, come per esempio
concerti nella Casa di Riposo, nella scuola dell’infanzia del quartiere, in
occasioni particolari. Tali eventi possono costituire momenti irripetibili
non solo di verifica delle abilità produttive ed espressive, ma anche di
verifica di abilità trasversali quali la capacità di autocontrollo e di
ascolto.
Le verifiche dovrebbero avere scadenza mensile o bimestrale e accompagnarsi
con la rilevazione dell'impegno nell'esecuzione di compiti.
La valutazione delle abilità raggiunte avverrà sia in itinere sia in fase
sommativa in tempi stabiliti e secondo criteri esplicitati precedentemente e
comunicati agli alunni, riferiti alla scheda di valutazione:
- comprensione e uso dei linguaggi specifici
- espressione vocale e uso di mezzi strumentali
- capacità di ascolto a comprensione dei fenomeni sonori e dei messaggi
musicali
- rielaborazione personale di materiali sonori
Si individua inoltre il Portfolio come uno strumento significativo per
l’autovalutazione. Per la Musica può contenere il verbale dei momenti di
riflessione sulle esperienze particolarmente significative, alcune “lettere
alla musica”, nelle quali i ragazzi possono esprimere i loro vissuti nei
confronti delle esperienze fatte e se i ragazzi stessi lo suggeriscono, una
incisione in CD di eventi musicali prodotti o ascoltati.
PRIMA SECONDA-TERZA QUARTA-QUINTA SECONDARIA BIBLIOGRAFIA
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