ISTITUTO COMPRENSIVO DELLA VALLE DEI LAGHI

Classi quinte Scuole Primarie di Cavedine e Vezzano 2007/08

Vocabolario dialetto-italiano

Il ciclo vitale

Il corpo

Classificazione

L'allevamento

Il gelso

La seta

La casa rustica

Vocabolario dialetto-italiano

Il progetto

Altri allevamenti


Dalla a alla z

ara o èra = aia interna alla casa contadina;

arèle = strutture piane rettangolari col bordo fatto di legno e con la superficie fatta di rete, o di assi, oppure di canne su cui si allevavano i bachi; formavano il castello;

arelìne = piccole arèle per i bacolini che si tenevano spesso in cucina;

bàgole de cavalér = escrementi dei bachi;

barisèl dai craoti = piccola botte aperta in cui si mettevano i craoti in salamoia coperti da un coperchio di legno sormontato da un peso che li teneva ben pressati;

barösola = carolìn;

baze = grandi teli quadrati per trasportare cose voluminose e leggere come fieno e foglie;

bestie = animali;

bocàl o vaso da notte = contenitore di porcellana dove adulti e bambini facevano i loro bisogni di notte;

bochér = finestra della soffitta senza vetri ed imposte;

brase = braci;

bròca = brocca;

bufeti = comodini;

camerèl = l'urina e gli escrementi delle persone raccolte in una vasca sotto il céso;

camerón = grande stanza usata per conservare i prodotti della campagna;

camerón dei cavaléri = grande stanza usata per l'allevamento del baco da seta;

caneva = cantina;

caréghe enpaiàde = sedie impagliate;

carolìn = attrezzo formato da un'arelina di legno in cui passava un grosso filo di ferro che si faceva girare con una manovella. Vi si mettevano le galéte con tutte le loro spelaie. Girando la manovella le spelaie si avvolgevano attorno al ferro lasciando le galéte ben pulite. Sganciando il ferro si recuperavano anche le spelaie. Era detto anche barösola.

casabànc = mobile di legno con cassetti che stava in camera;

cavaléri = bachi da seta;

cavìce = piccoli bastoni per sostenere le “arèle;

cèso = gabinetto;

céver = largo contenitore fatto come una botte tagliata a metà dove veniva pigiata l'uva con i piedi;

concimàia o busa dela grasa = buca nel terreno o vasca in sassi e malta dove si metteva il letame e l'umido a maturare fino al suo utilizzo negli orti e nei campi;

congiàl = recipiente di legno che si metteva sulle spalle per trasportare il mosto dal céver alla botte;

cortèi = coltelli;

cortelina = coltello per tagliare la foglia dal ramo;

cosìna = cucina (ma anche cugina);

craoti = cavoli capucci tagliuzzati e messi in salamoia;

credenza = mobile di legno per la cucina con due cassetti e due antine sopra cui stava la scansìa o la vetrina.

cuciàri e cuciaréti = cucchiai e cucchiaini;

cuna = culla;

draz o drac = grande setaccio;

falòpe = galéte venute male o rimaste incomplete per la morte del baco;

fogolàr = fuoco aperto sotto la cappa;

forbes dale vigne = cesoie;

fornèla = stufa a legna;

fus = il fuso che serviva per tener tirato il filo di petolòti;

galéte = bozzoli;

granìz = fuliggine;

magnarìa = periodo della quinta età (8-9 giorni) in cui i bachi mangiano moltissimo per prepararsi alla costruzione del bozzolo;

malta 'n paia = calce mescolata alla paglia;

manàra o manaròt = scure, accetta per tagliare la legna di diversa dimensione;

mastec = getto di calcestruzzo per pavimentare le stanze;

minèla = cestone ovale di vimini con manici, usato per le foglie, per le galéte...;

molinèl = attrezzo utilizzato per ricavare la seta dalle spelaie e soprattutto per far la lana;

monega = struttura in legno aperta in cui inserire lo scaldaletto, aveva lo socpo di tener sollevate le coperte in modo da evitare pericolo d'incendio;

oncia = unità di peso usata in Italia e in altri paesi prima dell'adozione del sistema metrico decimale, con valori diversi ma per lo più di intorno ai trenta grammi;

onza = oncia;

paròl = specie di grande pentola di rame dove mettevano le brase per riscaldare il camerón, o che usavano per fare la polenta, o per preparare la pastùra;

parón = padrone;

pastùra = fieno secco, paglia, rami di mais secchi e tritati finemente per l'alimentazione degli animali;

pegoi = gambe di un mobile;

pelarìna = sacco per raccogliere la foglia, munito di gancio;

pelàr la fòia = togliere la foglia dai rami;

perséche = frutta seccata;

petolòti = filato grezzo fatto con le spelaie ed i resti del bozzolo;

piróne = forchette;

pisina = urina;

podaròl o podéta = roncola per tagliare la legna;

podìna = attrezzo più grande della podinèla;

podinèla = attrezzo per far cadere dai rami le foglie di gelso;

róca = bastone dove si mettevano in cima le spelaie per trasformarle in filo;

scaldalèt = specie di pentola di rame col coperchio traforato ed un lungo manico in cui si mettevano le braci per scaldare il letto; lo scaldalèt veniva infilato nella monega e posto sotto le coperte, quando si andava a letto si toglieva e si metteva da parte;

scaldìna = specie di “sacchettino” o ciotola in rame o in alluminio riempita con acqua bollente usata per riscaldare il letto;

scansìa = mensola in legno a più ripiani con appositi sostegni per collocarvi i piatti;

séci = secchi;

seciàr = lavandino;

segosta = catena di ferro attaccata al palo di legno;

serciàr = bastone con una cordicella che teneva attaccato un altro bastone più piccolo; veniva usato per battere le granaglie e separare i chicchi;

sfoiàr = togliere le foglie che avvolgevano la pannocchia lasciandone solo due o tre che venivano girate all'incontrario ed usate per appendere le pannocchie ad essiccare;

sfoiàzi = foglie del granoturco;

sgasegòtol = tutolo; interno della pannocchia di granoturco;

sgociaròla = asse inclinata per sgocciolare i piatti nel lavandino;

sòlio = forno essiccatoio dove si mettevano le galéte per far morire la crisalide in modo che uscendo non rompesse il bozzolo;

somenze = uova dei bachi da seta;

spazar cavaléri = nel caso delle uova i bachi si prendevano con una piuma da una garza e si mettevano su di un cartoncino per poi portarli sull'aréla e, quando i bachi erano più grandi, si faceva ogni volta quando si faceva il cambio del letto;

spelaie = corti fili di seta esterni al bozzolo chiamati anche false bave;

stofegadi = soffocati;

strami = pianta del grano turco;

tabièl = tagliere; quello della polenta aveva un filo arrotolato attorno al manico: infilato sotto la polenta e sollevato serviva per talgiarla in fette;

tàgola = tavola;

tagolér = tavoliere, grande asse usata per impastare; da non confondere col tabièl;

tamìs = fine setaccio;

tóf = tufo; è una pietra bucherellata e leggera che si forma accanto alle rogge soprattutto dove ci sono cascate, col solidificarsi del calcare portato dall'acqua (plurale: tóvi);

tuàdi = stofegadi dall'afa (caldo umido);

vòlt = stanza posta al piano terra a servizio della casa (cantina, stalla, ara) e con tetto a volta;

zaldo = granoturco;

zòc o ciòc = tronco d'albero per tagliare la legna sottile e corta per il fuoco.


Alice C, Chiara, Alice F, Sergio, Giovanni, Amanda, Noemi, Martina, Edoardo.

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