ISTITUTO COMPRENSIVO DELLA VALLE DEI LAGHI

Classi quinte Scuole Primarie di Cavedine e Vezzano 2007/08

La lavorazione della seta nella storia

La storia della seta

La lavorazione della seta nella storia:

essiccazione

trattura

torcitura

tintura

tessitura

La lavorazione della seta in classe


La trattura

La trattura è tra le ultime fasi della bachicoltura. Con tale termine si è solito far riferimento all'insieme di tutte quelle operazioni per ricavare la seta dai bozzoli.

Dopo la raccolta, i bozzoli venivano essiccati, divisi per dimensione, forma e colore e puliti dalla bambagia o dalle spelaie; ed è a questo punto che inizia la trattura, cioè il filo che compone il bozzolo viene dipanato per poter essere lavorato per ottenere il filato di seta.

Un quantitativo di bozzoli, pari allo spessore del filo desiderato, viene immerso in bacinelle piene di acqua caldissima (70°-80°), l'acqua caldissima ha la funzione di sciogliere la sericina che riveste i bozzoli e rendere più facile la separazione dei capofila. Si strofinano delicatamente i bozzoli con spazzole manuali o meccaniche per catturare i capofila (scopinatura).

I capofila vengono uniti tra loro per avere un filato più robusto perché le bave s'incollano tra loro mediante la sericina. Il filo così ottenuto viene avvolto su un aspo, un perno dal quale si dipartono supporti disposti a raggiera. Il procedimento dura fino allo srotolamento di tutto il filo che contiene il bozzolo (mediamente 1500 metri di bava).

Il filato ricavato dalla trattura è chiamato seta greggia.

Il filato ora è pronto per passare alla torcitura.

Gli spazi destinati alla trattura erano le filande, che spesso si trovavano in campagna o alla periferia delle città. Le prime filande lavoravano la seta con il procedimento di trattura simile a quello domestico.

Nella prima metà del 1 800 in Trentino esistevano 275 filande.

Una delle filande vicine alla valle era quella di Rovereto.

L'interno di una filanda.

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