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ISTITUTO COMPRENSIVO DELLA VALLE DEI LAGHI Classi quinte Scuole Primarie di Cavedine e Vezzano 2007/08 La lavorazione della seta nella storia |
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La lavorazione della seta nella storia: |
La torcitura Artigianale o industriale, la produzione tessile comprende quattro tappe principali: filatura, torcitura, tessitura e finissaggio (tintura, candeggio, stampa di tessuti e sopratutto ricamo). La torcitura è una fase fondamentale della lavorazione della seta poiché l'applicazione della torsione conferisce maggiore coesione e resistenza al filo e impedisce la separazione delle bavelle. La torcitura consiste nell'imprimere una torsione al filo di seta per ottenere tessuti con caratteristiche diverse. Tale operazione veniva effettuata nei filatoi. Per questa operazione dal tredicesimo secolo in avanti compaiono i torcitori circolari chiamati anche “mulini da seta”, secondo il verso di rotazione delle macchine si producono due tipi di filo: -il filato: torsione a “z” -il torto: torsione a “s”. torcitoio
circolare
In passato la torcitura della seta era effettuata manualmente. Il filo da torcere era avvolto su una rocca, un bastone che reggeva la matassa; se ne svolgeva un tratto alla cui estremità veniva fissato un fuso, cioè un'asta di legno, appesantito da una fusarola. Con la torcitura si ottengono filati più resistenti per la cucitura, il ricamo, e la tessitura, risulta diffusa dal tardo Medioevo. A Ginevra, Zurigo e Basilea, tra il sedicesimo e il diciottesimo secolo vennero prodotti filati di seta ritorti per mezzo di meccanismi azionati dall'uomo o da mulini ad acqua. Nel diciannovesimo secolo lo stesso procedimento venne utilizzato specialmente per il cotone: l'epoca d'oro della torcitura meccanizzata nelle fabbriche iniziò dopo il 1850, in seguito alla grande domanda di filati per ricamare e cucire da parte dell'industria del ricamo. Asja e Alessandra. |