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La
coltivazione
Come
qualsiasi pianta legnosa anche il gelso è importante sia
per il valore dei prodotti, sia per l'azione esercita
sull'ambiente circostante.
Infatti
il gelso con le sue radici attua un'azione di imbrigliamento del
terreno; riesce inoltre a limitare l'erosione grazie al
rallentamento della velocità dell'acqua piovana, per
l'interruzione che al moto di questa oppongono le foglie e la
chioma; è quindi utile per la regolazione dei corsi
d'acqua.
In
passato il gelso veniva piantato sui bordi dei fossi o lungo i
bordi dei campi oppure messi in filari distanti da loro 4 o 5
metri insieme ad altre colture.
La
foglia del gelso non si deve cogliere nei primi tre o quattro anni
di vita perché prima si deve facilitare lo sviluppo della
pianta.
Il
clima adatto per lo sviluppo del gelso è quello temperato
caratterizzato da primavera piovosa, estate breve, temperatura
invernale bassa; infatti è resistente alla siccità
ed al freddo, lo aiuta un vento moderato mentre lo danneggia
troppa umidità. Gli va bene ogni terreno.
In
autunno (ottobre-novembre) il gelso perde le foglie e le rimette a
primavera (aprile-maggio); in questo periodo non si possono
allevare i bachi. Negli ultimi giorni di vita di alcuni dei nostri
bachi non trovavamo più foglie verdi, per fortuna ce le
portava il Dirigente da Arco dove i gelsi erano ancora belli.
Amanda
e Noemi
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