ISTITUTO COMPRENSIVO DELLA VALLE DEI LAGHI

Classi quinte Scuole Primarie di Cavedine e Vezzano 2007/08

La casa rustica

La casa rustica:

le strutture

l'esterno

l'ara”

la stalla

la cantina

la cucina

le camere

il gabinetto

la soffitta

l'illuminazione



Le strutture della casa

La casa rustica, abitata dai contadini, era fatta di sassi e tufo, in dialetto tóf; i sassi erano irregolari e tenuti assieme da poca malta. Il tetto era di coppi. Facevano eccezione le case di Ranzo che sopra i vòlti erano costruite in legno con i tetti in paglia: è questa una caratteristica delle Valli Giudicarie alle quali Ranzo è da sempre legato.

Alcune case erano più raffinate: smaltate, colorate, decorate, con la meridiana o con edicole contenenti statue o dipinti religiosi.

I muri interni erano spesso fatti di malta 'n paia e di materiali di scarto.

La casa rustica era spesso composta da tre piani. Al piano terra c'erano i vòlti, l'ara, la stalla e la cantina; al primo piano c'erano la cucina e le camere e sopra c'era la soffitta; a volte però cucina e camera erano al piano terra.

Le scale erano spesso esterne alla casa, quelle che portavano al primo piano erano fatte in pietre resistenti come la pietra rossa di Calavino ma certe volte si usava anche una pietra grigia chiamata pietra morta. Per salire ai piani superiori le scale erano di legno, ripide e in un'unica rampa (niente pianerottoli). Nel camerón dei cavaléri, per andare alle arele superiori si usavano le scale a pioli. La maggior parte delle ringhiere era in legno ma ce n'erano anche in ferro.

Ai piani superiori ci potevano essere dei balconi in legno grezzo; questi venivano utilizzati principalmente come essiccatoi delle granaglie.

I solai tra un piano e l'altro erano di legno perciò quando si rovesciava un bicchiere l'acqua poteva passare tra un'asse e l'altra e andare al piano di sotto; se qualcuno parlava si sentivano i rumori.

Di solito al piano terra c'era un grande portone che serviva per entrare nell'ara con il carro. Il portone era ad arco, fatto di legno con le maniglie di ferro; a volte aveva una porta piccola e bassa per poter fare entrare la gente senza aprire tutto il portone. Molti portoni erano contornati da pietra rossa lavorata e su qualcuno è riporta la data o quale simbolo. Accanto al portone c'era spesso un anello con una catena dove si legava il bue o il cavallo o il cane. Nessuno chiudeva mai a chiave il portone durante il giorno, di notte si chiudeva col catenaccio o con una grossa chiave.

Le finestre erano di legno, piccole, e formate da due o tre vetri sottili; quelle delle soffitte, i bochéri, erano completamente aperte; quelle al piano terra avevano spesso delle inferriate. Le imposte (in dialetto scuri) erano di legno, si tenevano aperte con un'asse, più raramente con appositi blocchi di metallo; potevano essere tenute anche socchiuse.

Sui tetti c'erano grandi camini di pietra dove sotto si trovava il focolare di una cucina.

Spesso le case formavano dei gruppetti (casoni) chiusi da un recinto e un portale o erano unite tra loro con archi e portici. Sotto i portici c'erano di solito degli spazi comuni che portavano ad un cortile interno, ma a volte c'era anche la strada pubblica.

Alice L, Sara, Diana, Angelo, Chiara, Noemi, Alice V, Martina, Alice C, Giovanni, Sergio, AliceF, Edoardo

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