|
ISTITUTO COMPRENSIVO DELLA VALLE DEI LAGHI Classi quinte Scuole Primarie di Cavedine e Vezzano 2007/08 La casa rustica |
|
|
Le camere Spesso, più famiglie abitavano nella stessa casa paterna, perciò ci potevano essere più camere, anche al piano superiore. Alle volte dalla camera degli sposi si andava nella camera dei figli. La camera era l'unica stanza dove gli sposi potevano avere un po' di intimità. La camera era arredata in legno massiccio, la maggior parte dello spazio era riservata al letto. Le famiglie ricche potevano avere i letti matrimoniali e gli altri si dovevano accontentare di uno più stretto ('n lèt da 'na piàza e meza). Anche i letti dei bambini, dove ce n'erano tanti, erano a 'na piàza e meza e vi dormivano anche tre o quattro bambini a càf pè (capo-piedi); solo alcuni potevano godersi la cucéta, un letto singolo. Quasi sempre il letto non era fornito di copriletto e le lenzuola erano più grosse delle nostre. Il materasso era fatto di foglie di granoturco (sfoiazzi). L'inverno, molto spesso si usava il tamàc o paion, che era un sacco fatto con due lenzuola cucite assieme e riempite con foglie secche di faggio, o foglie di granoturco: doveva far caldo! Il riscaldamento del letto era completato con la monega, nella quale era sistemato el scaldalèt. In alternativa si usavano mattoni e sassi scaldati nel forno e avvolti in un panno; diffusa era anche la scaldìna. Ai due lati del letto c'erano i comodìni, con un cassetto e un'antina; si dicevano anche bufeti. Nell'antina c'era el bocàl o vaso da notte; solo durante il giorno quando era ben pulito, perché la notte era sotto il letto. Sopra il letto, era appeso un quadro, che rappresentava la Sacra Famiglia, oppure un crocefisso. L'armàr, cioè l'armadio, era a una o due ante, più grande era solo per i benestanti; era fornito di serratura che custodiva ben pochi vestiti. Molte volte aveva un cassetto grande in basso. El casabànc era probabilmente il mobile più bello della camera: aveva grandi cassetti con doppia maniglia di ferro battuto, bronzo oppure ottone; sopra c'era la statua della Madonna in gesso, del Sacro Cuor o di qualche santo oppure due candelabri e un crocefisso. Nei cassetti del casabànc c'erano le lenzuola e la biancheria intima. L'arredamento si completava col portalavamani, in legno o in metallo in cui si appoggiava 'l lavaman, un contenitore basso e largo, in porcellana o metallo, che serviva per lavarsi con l'acqua versata da una la bròca custodita sotto 'l lavaman. Per illuminare la stanza servivano lumini a olio e lampade a petrolio ma più avanti anche con una lampadina da tre candele dato che all'inizio del 1900 era iniziata la produzione di energia elettrica. Nella stanza dei genitori, c'era spesso anche la cuna per i bambini più piccoli. Certe cune erano a dondolo ed avevano attaccata una corda così la mamma, senza uscire dal letto, tirava la corda e dondolava la cuna quando il bambino piangeva. Alice L, Katia, Giovanni, Alice F e Diana |
|
|
|
|