ISTITUTO COMPRENSIVO DELLA VALLE DEI LAGHI

Classi quinte Scuole Primarie di Cavedine e Vezzano 2007/08

La casa rustica

La casa rustica:

le strutture

l'esterno

l'ara”

la stalla

la cantina

la cucina

le camere

il gabinetto

la soffitta

l'illuminazione



L'ara

L'ara era al piano terra della casa e si trovava vicino alla stalla. L'ara era spesso l'entrata delle case rustiche, lì si aprivano le porte delle altre stanze e partivano le scale per i piani superiori. Era una stanza molto grande e quasi quadrata. Solitamente il pavimento era lastricato con pietre rosse tipiche della nostra zona (lastre de preda rossa) ma poteva esser anche in terra battuta o mastec. I muri potevano essere in sassi, maltampaia, assi. Il soffitto era in pietra inarcato (vòlt a bot) o in legni e assi a vista. Questo locale poteva essere chiuso con un portone ma a volte poteva essere totalmente aperto. All'esterno molte volte si potevano vedere cani da guardia. L'ara poteva essere usata insieme da diverse famiglie.

Nell'ara mettevano dentro il carro e gli utensili per il lavoro dei campi: scale, zappe, vanghe, rastrelli, ferri per tagliare l'erba..., appoggiati per terra o appesi ai muri.

L'ara serviva anche per depositare e tagliare a pezzi la legna; nell'angolo della legna c'era el manoròt o el podaròl su un grosso zòc”o ciòc.

Nell'ara si portavano le pannocchie con i carri; le mettevano in un grosso mucchio dove le persone ci sedevano sopra a sfoiàr. Le pannocchie venivano legate tra loro in gruppi di venti e formavano i marèi. Tutte queste pannocchie venivano appese sui poggioli o nell'ara ad asciugare. Con le foglie che avanzavano facevano i materassi. In un sacco di stoffa si mettevano tutti questi sfoiàzi e si creava un materasso che ogni anno veniva rinnovato con le nuove foglie. Quando era seccato, il zaldo veniva messo in un'apposita macchina a manovella che toglieva i grani dal sgasegòtol: la sgranadóra.

L'ara era tanto grande che serviva per battere il frumento, l'orzo, l'avena e i fagioli.

Questa battitura si eseguiva a mano mettendo in terra, come un tappeto, dei mazzi di granaglia, si procedeva a battere con i serciàri e poi si setacciava col draz.

I fagioli venivano sgusciati anche con una macchina a mulinello.

Nell'ara si potevano vedere animali tipo galline, oche, oche mute...

Le are di una volta sono state spesso trasformate in garage.

Chiara, Sergio, Giovanni, Katia, Alice V, Edoardo

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