ISTITUTO COMPRENSIVO DELLA VALLE DEI LAGHI

Classi quinte Scuole Primarie di Cavedine e Vezzano 2007/08

L'allevamento del baco da seta nella storia

Le uova

Il cibo

La stanza

Il riscaldamento

Il cambio del letto

Gli scarti

Il bosco

La raccolta dei bozzoli

La vendita dei bozzoli

La lavorazione casalinga della seta

L'allevamento

La lavorazione casalinga della seta

Per lavorare la seta dovevano pulire il bozzolo dalle spelaie che si asportavano a mano o con un attrezzo chiamato carolìn.

Le spelaie e i bozzoli venuti male o incompleti restavano in casa perché le donne erano capaci di ricavarne la seta.

Mescolavano a lungo i bozzoli in un recipiente di acqua quasi bollente, poi ne traevano un filo che, per mezzo dell'aspio, veniva arrotolato in morbide matasse color oro.

Aspio e mulinello .

Per ricavare la seta dalle spelaie usavano el rochèl e el fus o el molinèl.

Nel primo caso il procedimento era il seguente: prima prendevano il gruppo di spelaie e lo mettevano in cima al rochél, poi ne traevano un filo che attorcigliavano tra le dita inumidite con la saliva perché rimanga così. Poi lo arrotolavano sul fus per tenerlo tirato: così si faceva il filo di petolòti. Se non veniva più saliva si mangiavano le perséche fatte in casa o si poteva bagnarsi le dita d'acqua per far scivolare meglio il fuso.

Si poteva usare anche il molinèl insieme al rochèl, però il procedimento era un altro: prima con le mani tiravano le spelaie per farne un filo, dopo attaccavano il filo al molinèl. Poi si girava la ruota con il pedale mentre con le mani si continuavano a tirare le spelaie a forma di filo, alla fine il filo si avvolgeva sulla ruota attorcigliandosi.

Con il filo di petolòti le donne facevano maglie e calzini usando i ferri.

Giovanni , Sergio, Noemi e Alice F

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