|
ISTITUTO COMPRENSIVO DELLA VALLE DEI LAGHI Classi quinte Scuole Primarie di Cavedine e Vezzano 2007/08 L'allevamento in classe |
|
|
Morte Durante questa esperienza ci siamo resi conto che larve, uova, crisalidi e le stesse farfalle sono molto delicati. In classe durante il nostro esperimento molte uova non si sono schiuse, perché non c'era una temperatura costante. Come agli allevatori del '900 anche a noi sono “morte” delle larve. Ci sono morte 5 larve, mentre tutte le altre (circa 100) hanno fatto il bozzolo e alcune di loro sono anche diventate farfalle. Una larva è morta mentre costruiva il suo bozzolo. Quando succedeva di trovare un baco morto ci dispiaceva molto anche se eravamo consapevoli che doveva succedere, principalmente per una selezione naturale, ma eravamo anche convinti che eravamo fortunati perché ce ne sono morti pochi. Un'altra morte l'abbiamo trovata quando abbiamo aperto il “doppio bozzolo” scoprendo che una farfalla non era riuscita a “trasformarsi”completamente e per questo morta. Anche le farfalle muoiono dopo pochi giorno dalla loro nascita. Il maschio, visto che si muove di più e consuma più energia della femmina muore prima. Le malattie dei bachi da seta: I bachi da seta possono soffrire di malattie abbastanza diffuse e molto temute. Le più note, anche se non le uniche, sono quattro. Pebrina: la malattia probabilmente più temuta era la pebrina. Il bruco colpito dalla malattia diventa inappetente e raggrinzisce dimagrendo, contemporaneamente il corpo si ricopre di macchie nerastre, le petecchie. Quando apparve a metà dell'Ottocento la pebrina arrivò a dimezzare la produzione di bozzoli. Calcino: questa malattia è causata da un fungo, la Beauveria Bassiana. Si tratta di una botrite che, durante lo sviluppo, trasforma il corpo del baco in corpo gessoso e friabile attraverso una progressiva mineralizzazione. Atrofia o macilenza: colpiva prevalentemente nella quarta e quinta età larvale. I bachi si riducevano a piccoli cadaveri mummificati dopo essere dimagriti. Giallume: la malattia prendeva il nome dal colore che assumevano i bachi colpiti. Questi si gonfiavano diventando flaccidi e traslucidi di colore giallastro. La morte sopraggiungeva in genere con rottura della pelle e la fuoriuscita di un liquido dello stesso colore. Caterina e Anna |
|